Category: History In Italian

By Francesca Corrao

Il testo
Il mondo arabo è in grande trasformazione: dal dicembre del 2010 le coste del Nord Africa, seguite da altri Paesi in Medio Oriente, sono nation scosse da rivoluzioni, salutate nel mondo come l. a. "Primavera araba". I giovani reclamano il diritto di potersi esprimere liberamente. Dove e quando nasce los angeles libertà di pensiero nella storia moderna del mondo arabo, quando e perché è iniziata l. a. repressione politica? In questi Paesi è emerso quanto maturava da anni: il bisogno di libertà politica ed economica, l'esigenza del rispetto dei diritti umani e le richieste di una nuova classe politica più attenta e competente che non coincidesse con i figli della vecchia guardia.

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By Paolo Mieli

L’onesto uso della memoria è il più valido antidoto all’imbarbarimento. E lo è in ogni stagione politica, in ogni momento del dibattito culturale, in ogni epoca della storia. Un uso onesto che, in quanto story, presuppone non ci si rivolga al passato in cerca di una legittimazione consistent with le scelte di oggi. Anzi, semmai, in step with individuare in tempi lontani contraddizioni che ci aiutino a modificare o a mettere a registro quel che pensiamo adesso. Ben diverso (e diffuso, purtroppo) è il ricorso a forzature della memoria come arma in step with farci tornare i conti nel presente. Un’arma usata con countless modalità di manipolazione, che producono danni quasi irreparabili alla coscienza storica, deformano il passato, intossicano il ricordo collettivo anche dei fatti più prossimi. E che, come story, merita di essere combattuta. Paolo Mieli ce lo dimostra attraversando secoli di storia con los angeles consueta competenza e passione, ricostruendo storie grandi e piccole, facendoci guardare a fatti apparentemente noti con un occhio diverso e disincantato, perché “infinite sono le leggi che regolano lo studio del tradimento nella storia. Ma due sono superiori alle altre. l. a. prima: chi vince non verrà mai considerato un traditore. l. a. seconda: il tradimento è questione di date, ciò che oggi è considerato un tradimento, domani potrà essere tenuto nel conto di un atto coraggioso”.

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By Oliviero Bergamini

«Negli ultimi anni manhattan è tornata a superare gli eight milioni di abitanti; a Queens, Brooklyn, Staten Island sono nate nuove comunità etniche che hanno portato nuovo slancio e ricchezza alla vita economica, culturale e sociale di quella che continua advert essere los angeles metropoli globale according to eccellenza. Proprio qui nel 2001 avevano colpito i terroristi, in una sorta di inconscio attacco, oltre che ai simboli del potere economico e politico statunitense, anche a quella tradizione di tolleranza e accoglienza, di ottimismo e proiezione verso il futuro, che pur con tutte le sue contraddizioni rimane l. a. ricchezza principale di quella terra che milioni di emigranti hanno chiamato e continuano a chiamare semplicemente America.»

In questo quantity, Oliviero Bergamini racconta, con agilità e con rigore, los angeles storia degli Stati Uniti dalle origini ai giorni nostri, con particolare attenzione alle vicende degli ultimi anni, dai drammatici avvenimenti dell'11 settembre alla nuova frontiera aperta dal presidente Barack Obama.

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By Giuseppe Cambiano

Nella Grecia antica lo Stato è paragonato a una nave che deve compiere una traversata according to giungere felicemente in porto. È qui che nasce los angeles nozione di governo e con essa le domande politiche fondamentali: come deve essere governata una città consistent with evitare i conflitti interni, approdare alla concordia e salvaguardare los angeles speed? Come garantire l'alternanza al potere? Affidare il governo della città ai filosofi è l. a. condizione according to eliminarne i mali? Che cosa significano amicizia e concordia tra i cittadini?
Platone e Aristotele vissero in un mondo di città più o meno autonome, circondato da grandi monarchie, e avevano sotto gli occhi in primo luogo Atene, l. a. polis che allora rappresentava los angeles forma più complessa e articolata di democrazia. Il carattere diretto della forma ateniese di democrazia period assicurato non soltanto dalla partecipazione alle decisioni comuni attraverso il voto nelle assemblee aperte a tutti i cittadini a pieno titolo, ma anche da una articolata istituzione nella rotazione delle cariche, potenzialmente accessibile a tutti i cittadini attraverso elezione o sorteggio.
Giuseppe Cambiano, uno dei massimi studiosi del pensiero antico, restituisce l. a. riflessione di Platone e Aristotele sul buon governo illuminando il loro e il nostro presente.

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By Giuseppe Sergi

Uno dei maggiori storici italiani del Medioevo si domanda quali pericoli nascondano l’uso e l’abuso politico del passato. Rimeditando le battaglie culturali di almeno tre generazioni e misurando il ruolo di grandi maestri, Sergi, studioso attento al presente, attraversa strade, ambienti, popoli e comportamenti dell’età di mezzo e individua i tre caratteri del Medioevo più ovvio: il feudalesimo, los angeles ‘chiusura’, il modo di comunicarlo buio o magico. Nelle Conclusioni, un giornalista, due storici e un esperto di didattica ne discutono con l’autore, diventato qui un vero ‘professionista della smentita’. Contro le molte banalità strumentali di scuola, giornalismo e politica l’unica soluzione, disperata e utopica, è forse rinunciare all’uso della storia.

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By Aa.Vv.,Andrea Di Nicola

Michela Torquati
Latino Latini e l’esemplare viterbese del Pantheon di Goffredo

Micaela Antonucci - Gonzalo Redìn Michaus
Guidetto Guidetti e un progetto according to Giordano Orsini a Collevecchio

Stefania Selvaggini
L’arte della controriforma nelle prescrizioni dei vescovi di Viterbo tra XVI e XVII secolo

Alessandra Colanera
Processi di stupro nel monastero sublacense nel secolo XVIII

Vittorio Naccarato
Luca Bruschi (1732-1802), un operoso nobiluomo nella città di Corneto

Flavia Colonna
Architetti e maestranze in sette secoli di storia nell’Ospedale di Santo Spirito a Roma

Carlo di Cave
Archivio del Giudice Conciliatore di Bracciano. Inventario

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By Genovesi Piergiovanni

Il quantity incentra l. a. propria attenzione sul caso della storia unica di Stato, introdotta nelle scuole elementari durante il fascismo, un'emblematica espressione del connubio tra una storia propaganda e una storia l. a. cui scientificità si basa sul concetto di oggettività assoluta. Il testo pone poi particolare attenzione al delicato passaggio della defascistizzazione (1943-1945) e della organizzazione di una nuova storia repubblicana.

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By Salvatore Lupo

«In questi centocinquant’anni il Sud è effettivamente rimasto indietro (rispetto al Nord), ma nel contempo è anche andato avanti (rispetto al suo passato). Il punto è che, delle due affermazioni, los angeles prima occulta los angeles seconda e, possiamo dire, l’ha sempre occultata. Perché? consistent with il fascino della grande metafora dualista che sta dietro e sotto los angeles questione meridionale: progresso contro arretratezza, modernità contro arcaismo, civilizzazione contro barbarie. A contro B. Nord contro Sud».

Quando si parla dell’Italia contemporanea, l. a. «questione» in line with antonomasia non può che essere quella meridionale. E los angeles questione è story – così di solito si pensa – proprio perché è sempre l. a. stessa, proprio perché da centocinquant’anni il Mezzogiorno è fermo, è «rimasto sempre lì». Ma è davvero così? E il fatto di continuare a riproporre l. a. questione ci è davvero di aiuto in keeping with comprendere l. a. storia del Mezzogiorno e quella del nostro paese? In effetti, se è innegabile che consistent with molti versi il Sud è rimasto indietro (rispetto al Nord), d’altro canto sembra difficile non vedere che nel contempo esso è anche andato avanti (rispetto al suo passato). In realtà, quando parliamo di divario tra Nord e Sud – come facciamo ormai da un secolo e mezzo – ci riferiamo a un concetto composito, che comprende fasi storiche differenti, e che non tocca solo l’ambito dell’economia, ma riguarda anche los angeles società, l. a. sfera pubblica, l. a. politica, il gown. Questo nuovo libro di Salvatore Lupo prova a districare il groviglio, risalendo alle origini di una «questione» che tuttora impera nel dibattito pubblico e che è divenuta un vero e proprio mainstream storiografico. È infatti intorno al 1875 che l. a. questione meridionale divenne il fulcro di una più grande questione sociale, che riguardava los angeles relazione tra los angeles borghesia e il popolo e che si presentava con tratti di particolare gravità al Sud. In una seconda fase, a cavallo tra Otto e Novecento, essa condensò una serie di proteste regionaliste delle different borghesie meridionali. È proprio in questo periodo che l’espressione «questione meridionale» divenne canonica. A ben vedere, l. a. «questione» non nacque da un automatico rispecchiamento della realtà. In ciascuno dei momenti della sua elaborazione, gli argomenti e i concetti furono prodotti e selezionati con finalità fortemente soggettive. Ne deriva che los angeles questione meridionale non è un tutto unico; e ancor più che non va confusa, né può coincidere, con l. a. storia del Mezzogiorno. l. a. quale può emergere, in tutta los angeles sua forza e le sue articolazioni, solo se si ha, paradossalmente, il coraggio di liberarla dal meridionalismo.

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By Adolfo Scotto di Luzio

Le nuove tecnologie fanno bene alla scuola?

Secondo l’autore l. a. scuola 2.0 non solo non migliora los angeles situazione attuale ma compromette ulteriormente le già precarie condizioni di partenza: demolisce l’uguaglianza scolastica approfondendo il divario tra chi possiede beni intellettuali e chi ne è privo; non influisce sui buoni risultati degli studenti che sarebbero tali anche senza il pill. Un libro provocatorio sul tema dell’educazione come funzione principale della scuola, il cui obiettivo fondamentale deve rimanere los angeles crescita consapevole degli individui.

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By Antonio Calabrò

Palermo come Beirut. Bombe, mitra, pistole, un arsenale da guerra in step with lo scontro tra extended family mafiosi che insanguina los angeles città dal 1979 al 1986, con un bilancio terribile: mille morti, 500 vittime in keeping with strada, altre 500 rapite e scomparse, lupara bianca. Una «mattanza», mentre il resto d'Italia vive l'allegra frenesia degli anni Ottanta. l. a. «Milano da bere». E l. a. Palermo in keeping with morire.

L'escalation comincia il 23 aprile 1981, quando viene ucciso Stefano Bontade, «il falco», potente boss di Cosa Nostra. È un omicidio dirompente, che semina il panico nelle dossier delle più antiche famiglie mafiose, ribaltando gerarchie, alleanze, legami d'affari. Centinaia di altri morti seguiranno. Quasi tutti in step with mano dei corleonesi di Totò Riina e Bernardo Provenzano e dei loro alleati, i Greco, i Brusca, i Marchese: i boss in ascesa, che tramano, tradiscono, ingannano, uccidono in keeping with dominare il campo degli interessi: droga, appalti pubblici, armi, soldi. Tanti soldi.

Non è solo una guerra interna alla mafia. Nel mirino dei killer, anche uomini con l. a. schiena dritta al servizio delle istituzioni, come Piersanti Mattarella e Pio l. a. Torre (alfieri del «buon governo» e di una politica efficace e pulita, contrapposta alle collusioni di Vito Ciancimino e alle ambiguità di Salvo Lima), Boris Giuliano, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Carlo Alberto dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Ninni Cassarà, e altri poliziotti e carabinieri, magistrati, giornalisti, medici, imprenditori che non si sono piegati alle intimidazioni. «Cadaveri eccellenti». Persone che hanno difeso l. a. legge dello Stato contro l. a. violenza dei boss. Dietro alcune di quelle morti l'ombra dei grandi misteri italiani.

E Palermo? In troppi stanno a guardare, impauriti, indifferenti o spesso anche complici nella rete degli interessi mafiosi che inquinano politica, economia, società.

Mafia vincente e ancora una volta impunita? No. Il 10 febbraio 1986, l'avvio del maxiprocesso a Cosa Nostra nell'aula bunker dell'Ucciardone segna il riscatto dello Stato. Ottenuto anche grazie alla tenacia del pool antimafia guidato da Antonino Caponnetto, con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino tra i protagonisti: magistrati competenti e coraggiosi che hanno saputo trovare end up e riscontri alle rivelazioni di «pentiti» come Tommaso Buscetta e Totuccio Contorno. in keeping with i capi di Cosa Nostra arrivano condanne esemplari, confermate in Cassazione. l. a. mafia è in ginocchio. E tenta l. a. riscossa con le sconvolgenti vendette stragiste dei primi anni Novanta.

In pagine severe di cronaca incalzante e documentata, con speranza e passione civile, Antonio Calabrò rende omaggio al sacrificio di chi non si è arreso e invita a non abbassare l. a. guardia contro un'organizzazione apparentemente in parziale disarmo ma che, come affermava Leonardo Sciascia, è da temere proprio quando non spara.

Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, è stato caporedattore de «L'Ora» negli anni della «guerra di mafia». Ha lavorato a «Il Mondo» e «la Repubblica», è stato direttore editoriale de «Il Sole 24 Ore» e direttore del settimanale «Lettera Finanziaria» e dell'agenzia Apcom. Attualmente è consigliere delegato della Fondazione Pirelli, vicepresidente di Assolombarda, responsabile Cultura di Confindustria e membro dei board di varie società e fondazioni. Insegna alla Bocconi e alla Cattolica di Milano. Tra i suoi ultimi libri Orgoglio industriale (Mondadori, 2009), Cuore di cactus (Sellerio, 2010), Bandeirantes (con Carlo Calabrò, Laterza, 2011), Il riscatto (con Nani Beccalli Falco, Università Bocconi, 2012) e La morale del tornio (Università Bocconi, 2015).

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